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Alexandra Stan racconta “Cherry Pop”: labbra dal sapore di ciliegia

21.07.2014 - categoria:Pop

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Un incontro con la musica che è passato attraverso i cartoon fino a diventare la bomba sexy e travolgente di “Mr. Saxobeat” che ha scandito il pensare positivo, che ha spronato a sorridere sempre ed inevitabilmente divertirsi.

Libertà e leggerezza questo esprime con i suoi testi ed il suo inconfondibile savoir faire: Alexandra Stan mixa insieme quel giusto pepe con la più dolce delle parole: incanta con un sound fresco ed energico. “Cherry Pop” ne è la prova più recente, la hit che prendendo vita dal ricordo di quelle labbra sapor ciliegia (quelle del suo primo ragazzo) è un’esplosione pop che ci catapulta in un mondo colorato a tinte shocking.

“Cherry Pop” è la scarica di energia alla quale ci ha abituato la Stan, stavolta con un tocco futurista in più.

In attesa del suo prossimo album (blindatissimo) iniziamo a scatenarci col sapore dolciastro ed ammaliante di Cherry Pop!

Hai alle spalle un grosso successo europeo ed internazionale, ma chi è davvero Alexandra Stan? Come ti descriveresti? Sono una persona positiva, amo la vita in tutti i suoi momenti belli e brutti. Apprezzo l’amicizia vera e a parte i momenti che passo in tour, in studio, cerco di trascorrere più tempo possibile con i miei cari.

Com’è avvenuto il tuo “incontro” con la musica? La mia passione per la musica è cominciata quando avevo 3 anni. Ho scoperto che potevo cantare e non ho mai smesso, anche se potete immaginare a quella età le mie capacità hanno messo a dura prova la pazienza dei miei familiari. Sono cresciuta guardando i cartoni animati ed ho iniziato a cantare le canzoni della “Sirenetta”, “Lilly e il vagabondo” e “Pocahontas”. Il mio amore per Ariel mi ha portato a cantare quelle canzoni ancora ed ancora. Mi ha preso talmente tanto che i miei parenti ed i vicini hanno capito che cantare non era solo un hobby per me. Successivamente mia sorella mi ha convinto a partecipare ad un concorso internazionale per bambini. Quella è stata la prima volta che ho cantato su un palco davanti a centinaia di persone. Quella sensazione era totalmente nuova e mi è piaciuta immediatamente, è allora che ho capito che questo è ciò che avrei fattoper il resto della mia vita.

Il tuo genere musicale spazia dalla pop-music alla dance-music, quali sono stati gli artisti che ti hanno influenzata? Mi piace Sting perchè le sue canzoni mi ricordano l’infanzia ed ogni volta che l’ascolto, mi riportano alla mente ricordi speciali. E’ un grande cantante e credo che la sua musica resterà grazie alle generazioni future, altra mia band preferita sono i Coldplay. La loro musica è molto energica ma anche emozionale. Suonavo la loro musica ripetutamente durante la mia adolescenza. Inoltre il modo in cui comunicano con i loro fans durante i loro live show è incredibile.Oggi ascolto molta musica R&B e dance. Mi viene subito in mente Jason Derulo, Chris Brown ma anche Calvin Harriso Martin Solveig. L‘incredibile energia che viene dalla loro musica mi fa sempre smuovere e ballare in modo estremo.

La tua carriera è piena di successi. Qual è la hit a cui sei più legata e perché? E’ molto dura sceglierne una. Con ognuna delle mie canzoni ho un legame speciale, per esempio “Thanks for leaving” l’adoro! È sfrontata e parla coraggiosamente della fine di una relazione dannosa, del tumulto emozionale e del coraggio di cui si ha bisogno quando si ricomincia da capo.Il messaggio della canzone e del video è che tutti abbiamo almeno una persona da ringraziare quando lasciamo le nostre vite ed enfatizza il fatto che dopo una dolorosa rottura puoi trovare l’inizio di una vita migliore. “Cherry Pop” mi da una sensazione meravigliosa quando sono sul palco.Quando mi esibisco e ballo insieme ai miei ballerini, sentiamo qualcosa di magico. “Cliche” è un’altra delle mie canzoni preferite perché l’ho scritta con in mente i miei fans.Sento che scappano dai clichés, si innovano sempre, guardano sempre a nuove cose e nuovi trend. I miei fans amano esprimersi in modo libero e creativo, ed ho preso questi elementi come ispirazione.

Conservi sempre una spiccata autoironia…come la traduci in musica? Credo che un po’ di autoironia ti tiene con i piedi per terra,può essere di aiuto quando vuoi distaccarti un po’, per guardare le cose da un altro punto di vista.Non traduco questa ironia in musica perchéle mie canzoni non sono solo rivolte a me ma alla gente in generale, ai loro sentimenti, e alle esperienze di vita. E’ vero alcune delle mie canzoni sono basate su esperienze personali, ma sono state concepite per essere rivolte a diverse persone nel mondo non solo a me.

Indimenticabile il “tormentone” Mr. Saxobeat che ha decretato il tuo successo internazionale, a distanza di anni che tipo di rapporto hai con questo brano? Mr. Saxobeat mi ha dato l’opportunità di ottenere molta esposizione a livello mondiale, che oltre al successo commerciale che è venuto con essomi ha offerto la possibilità di promuovere i valori in cui credo: pensare positivo, superare le difficoltà, sorridere sempre e divertirsi. Dunque sì, Mr Saxobeat rappresenta Alexandra Stan e viceversa.

Ritorni con “Cherry Pop”, cosa racconta di te? “Cherry Pop” è una canzone che parla dell’estate, dei primi momenti dei flirt, dei primi baci, dell’emozione di una nuova storia d’amore e del gossip tra ragazze su ciò che è successo la sera precedente. Questa canzone parla di me, di te e di tutte le persone che si innamorano ad un certo punto della loro vita.E’ vero che quando ho scritto questo pezzo ero ispirata da un’ esperienza personale, poichè mi ricordo che le labbra del primo ragazzo che ho baciato sapevano di ciliegia, ma tutto sommato questo brano racconta tutti noi.

“Cherry Pop”è stata scritta da te insieme due produttori svedesi, Erik Lidbome Lukas Hällgren,come è andata questa fase di produzione? Oh tutto ciò che poso dire è che ero impaziente di lavorare con entrambi e sono felice di poter dire che siamo andati d’accordo sin dal primo momento. Abbiamo lavorato sodo ma posso anche dire che ci siamo divertiti molto. Durante le discussioni e l’ascolto di varie idee si sono lasciati andare mi è venuto in mente di raccontargli del mio primo bacio e da quel momento ognuno ha dato il suo contributoed ha messo il suo marchio nella canzone. Dall’inizio abbiamo avuto un quadro chiaro di come volevamo che questa canzone fosse strutturata anche se abbiamo fatto alcuni piccoli cambiamenti nel corso della creazione. Lavorare con loro è stato stupendo ed ho imparato molto da queste fantastiche persone. La cosa più bella è che ci siamo incontrati di nuovo, la scorsa settimana, per un'altra sessione di cui verrete presto a sapere.

“Cherry Pop”è una hit che dipinge il mondo con colori vivaci e sgargianti. Ha raggiunto il primo posto nella Dance Charts Giapponese .Cosa credi che abbia funzionato così bene per il pubblico Giapponese? Credo perchè “Cherry Pop” unisca vari generi di musica e può essere facilmente inserita nel genere k-pop, che è molto apprezzato in Giappone, in Cina ed in altri paesi asiatici. E’ la prima delle mie canzoni che rientra in questa tipologia musicale.

E’ in arrivo un altro album?Di cosa parlerà? Sì! Io ed il mio team stiamo lavorando su un nuovo album che sarà lanciato il mese prossimo non posso darvi troppi dettagli perché non voglio rivelare la sorpresa, ma posso assicurarvi che questo sarà …diverso!Ha un sound nuovo ed un’ ideazione accattivante.In breve nel nuovo album, sarà come reinventarsi .

Due eventi targati TIMmusic in compagnia di Ed Sheeran

10.07.2014 - categoria:PopLIveEventi

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Ed Sheeran, in cima alle classifiche di vendita con il suo ultimo album "x", suonerà dal vivo a casa di un fan: l'imprendibile iniziativa promossa da TIMmusic (www.timmusic.it e App TIMmusic) è partita in queste ore attraverso i social network dell'artista e le pagine ufficiali di TIMmusic, con enorme successo.
La scelta del fortunato fan verrà fatta dallo stesso cantautore tra quanti, tramite i social network, condivideranno un selfie con una dedica scritta su un foglio utilizzando gli hashtag e le menzioni dedicati (@TIM_music, @edsheeran e #EdSheeranScegliMe per Twitter; @timmusic_official e EdSheeranScegliMe per Instagram; il post della propria foto nella pagina ufficiale di @TIMmusic per Facebook). I tanti fan dell'artista potranno inviare i selfie fino alle ore 12:00 di venerdì 11 luglio.
Ma non è tutto: lunedì 14 luglio, Ed Sheeran sarà anche protagonista di uno speciale showcase dalla Terrazza Aperol di Piazza del Duomo a Milano. Dalle 21:00 i clienti TIM che mostreranno l'app TIMmusic sul proprio smartphone, potranno accedere all'evento portando ognuno un accompagnatore (fino a capienza del locale). I minorenni dovranno essere accompagnati da un genitore.

PIOTTA racconta la sua "Trilogia Milanese" tra club hip hop ed un Negroni sbagliato di troppo!

09.07.2014 - categoria:Hip Hop/Rap

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La musica, il Pirellone, l'hip hop: Piotta fa trasferta a Milano, proprio in quella città che lo ha visto più volte girovagare, osservare, cogliere e vivere le manie, le tipicità e, perché no, i divertenti e fantasiosi aneddoti e luoghi comuni che ne rivelano, spesso, l’essenza.

Da sempre legato a Milano per amicizie, lavoro e perché città natale materna, Piotta analizza dal suo punto di vista gli aspetti della vita di un rapper emigrante tra eventi, fiere, moda, design, locali di grido, club hip hop, aperitivi e un Negroni sbagliato di troppo. Il punto di vista, però, passa dalla consueta pungente ironia da “romano de Roma”.

Il suo nuovo EP “Trilogia Milanese” ne è l’emblema” e ne racconta in maniera estemporanea e veritiera il modus vivendi.

Roma e Milano, così lontane eppure così vicine, spesso diverse eppure complementari. La musica urban è colonna sonora e voce narrante di questo costante divenire; e Piotta lo sa bene…eccome se lo sa!

Da “romano de Roma” cosa ci fai a Milano?Sono da sempre legato a Milano per amicizie, per motivi di lavoro e perché città natalematerna. Mia madre è nata nel quartiere Isola. A lei che purtroppo non c'è piùho dedicato un brano, che non a caso si chiama “Piazzale Lagosta”, nell'ultimo album.In questi 3 brani (più il fondamentale Mocassino skit) diciamo invece che racconto dalmio punto di vista gli aspetti della vita di un rapper emigrante a Milano tra eventi, fiere,moda, design, locali di grido, club hip hop, aperitivi e un Negroni sbagliato di troppo.

Dopo aver messo i puntini sulle “i” e tolto l’articolo “ER” hai fatto una bella trasferta nella città meneghina, com’è la tua Milano in quest’album?C'è una Milano che amo profondamente. Come avviene per Roma riesco a vedere moltedelle distinte parti che ne compongono le complessa e variegate immagini.A volte per contrasto, altre per affinità. Roma e Milano sono lontane eppure sonodavvero vicine. Sono diverse ma complementari. Il linguaggio si uniforma sempre più.Il milanese “tanta roba” si usa molto anche nella capitale, viceversa i romanissimi spacca ozio sono sulla bocca di tantissimi milanesi, vedi l'amico J-Ax. Noto ultimamente che a Milanosi usa anche magnà al posto di mangiare. Al di là delle storture di un certo brutto tifocalcistico trovo che noi romani a Milano siamo molto amati, credo per la capacità di direin faccia con molta schiettezza e altrettanta ironia.

Trilogia milanese…titolo emblematico…Sì. Come spiegavo prima 3 brani e tanto sarcasmo, come nella parodia rap de “Il re dello swag”,nell’hip hop-ragga di “Settimana della droga” e nel singolo più reggae di “BBW”.Il concept dell'EP è racchiuso nel minuto dello skit Mocassino, a Roma è già un must.E' il senso di questo viaggio auto-ironico.

Sempre sul pezzo ad indagare le nuove tendenze, vezzi e paradossali controsensi…con la tua sottile pungente ironia, cosa ti aiuta a fotografare in maniera così vivida un certo modus vivendi?Credo il mio spirito d'osservazione, da quando sono piccolo. Io non guardo, osservo. E' molto diverso. Osservo le persone, i comportamenti, quello che fanno, quello che dicono, al posto del rapper potevo fare l'investigatore. Ho un fiuto eccezionale come cantava il compianto e sempre immenso Lucio Dalla.

Nella cover del tuo nuovo album incarni uno dei tanti italiani che, sul finire degli Anni ‘50, hanno preso le loro valigie di cartone per compiere una migrazione interna, dal meridione verso le ricche città del nord. Così ti sei sentito nel lavorare a questo nuovo album?La cover è un omaggio davvero ad uno degli scatti più belli del nostro tempo. In quella foto, in quello sguardo di provincia perso nella grande metropoli, in quella location simbolo, c'è la storia di quello che siamo. C'è la storia di mio nonno, dei nostri nonni. Non paragonerei mai il mio viaggio a quello. Io sono atterrato davanti al Pirellone con l'aereo, non con un viaggio di terza classe come cantava il poeta De Gregori. Non c'è sofferenza, non c'è distacco affettivo. Non ho valige di cartone ma un trolley e un ghettoblaster. Non ho abiti consunti ma una maglietta linda e pulita del mio merchandising Nemici.

Consideri Milano La Mecca del rap italiano, come mai? In cosa si differenzia così tanto dal resto dello Stivale?Non è che la considero io cosi, è proprio un dato di fatto in termini di mercato! E' La Mecca perchè i rapper vengono sì da tutta Italia con le loro storie ed i loro accenti ma oramai al 90% è solo quando arrivano qua che trovano successo. Potrei citarvene 20 ma conoscete bene i nomi anche voi. Il fatto è che Roma creativamente parlando è una fucina ma discograficamente parlando non conta più tanto, anzi. Rispetto agli anni 90 chi deve ancora emergere è costretto troppo spesso a partire.

Bbw… Alte, snelle, con fisico alla moda sono tutte troppe secche, ma le donne che tu ami hanno qualche kilo in più…si esasperano i luoghi comuni legati alle donne e non solo, divertente ma vero?I luoghi comuni a volte sono più veri della realtà. L'immagine filiforme e patinata della donnaha fatto parecchie vittime tra le donne stesse, specie se adolescenti. Io nella battaglia creativa rispondo con il mio BBW e tra le pieghe del brano e di una taglia oversize cerco di far passare un messaggio totalmente diverso. Amatevi per quello che siete, non sarà l'estetica e qualche chilo in meno a determinare la vostra felicità.

Abbiamo dei brani che si modulano e vanno dall’ironico rap, all’hip hop fino al reggae per poi optare su due tracce totalmente strumentali, come mai?Queste strumentali sono pazzesche. In molti mi dicono che hanno un suono attualissimo su cui rappare e fare freestyle è un piacere. Eccole a disposizione allora per farne quello che volete, remix compresi visto che c'è l'accappella di BBW. Il miglior rmx sarà inserito nel prossimo volume di Street Art/Hitmania in tutti gli store musicali e negli Autogrill.

Ma continui a guardati intorno non solo per innovarti ma anche per dare spazio ai giovani, producendoli, cosa ti sorprende ed allo stesso tempo ti soddisfa di più di questi giovani talenti?Alcuni mi annoiano perchè hanno un senso della ribellione, del nuovo, dell'antagonismo, del voler migliorare le cose pari a zero. Da adolescenti, da giovani cittadini, da rapper trovo che sia un ossimoro questo hip hop da privè e basta. Tuttavia poichè amo profondamente la mia libertà difendo sempre a spada tratta quella altrui. Liberi di fare quello che volete. Altrettanto libero io di non ascoltarvi. Viceversa ammiro giovani mc che si distinguono per attitudine, tecnica, approccio. Una ragazza come Marti Stone per esempio, davvero una ribelle senza pausa non solo nella musica ma anche nella vita reale. Un iper-tecnico malato di freestyle (si allena 4 ore al giorno) come Debbit. Un virtuoso del reggae (fa riddim, canta in italiano e perfettamente in patuà) come Virtus. Last but not least un power trio solido e super rock'n'roll 24/7 come Le Mura.

Insomma Gue Pequeno lo mette o no il mocassino?Se lo pagano penso di si, è un genio del marketing. Se me ne regala un paio firmati dalla sua Zen mi toccherà anche metterli, nello skit l'ho promesso e non rinnego mai la parola data.

di Paola Maria Tarasco