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“Sabato”, il ritorno di Jovanotti

18.12.2014 - categoria:Pop

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“Sabato” è il ritorno di Lorenzo con un singolo che anticipa il suo nuovo album “Lorenzo 2015 cc” in uscita per Universal Music il prossimo 24 febbraio.

Come nella tradizione dei suoi "primi singoli", “Sabato” è inaspettato, sorprendente, nuovo, avventuroso ed estremamente POP nell'accezione più avanzata di questo termine. Canzone dall’atmosfera indefinibile, sospesa, dance, elettronica, magnetica, europea.

Nel “Sabato”di Lorenzo 2015 c'è l'Italia di oggi e convivono le due anime più amate della sua musica: il trionfo del pop e la forza delle parole.

“Sabato”, registrata tra Cortona e l’Electric Lady Studios di New York, è fatta di una melodia e un riff "memorabili" fin dal primo ascolto, e ha dentro la malinconica allegria di ogni provincia, da cui anche il giro armonico sembra trarre le proprie radici, evidenziando un testo di grande impatto poetico.

È un “Sabato” che fotografa il nostro tempo sospeso, evocato solo per quello che è, romantico fino allo struggimento; è un brano sociale, che parla dell’Italia di oggi, con uno sguardo caldo, lucido, senza rimpianti, e con la forza vitale di un racconto in equilibrio tra realismo e fantasia. C'è la famiglia, c'è l'amicizia, ci sono King Kong e Michael Jackson, i motorini truccati e le astronavi, il lavoro e il tempo perso, Heroes e i videogames, la speranza e il disincanto, ma soprattutto c'è l'amore. “Sabato” odora di zucchero filato e di benzina.

È un “Sabato” che porta con sé la fiduciosa attesa di un momento, di quel verso finale che arriva come uno sfogo, perché ci si crede, perché lo si desidera, ma soprattutto perché si punta verso di lui con tutte le forze.

Per la regia del video, Jovanotti ha voluto a fianco a sé un giovane gruppo di lavoro e tra i director del video compare uno tra i più interessanti rapper del panorama musicale italiano, Salmo.

Per Younuts! & Lebonski, Niccolò Celaia, Antonio Usbergo e Salmo hanno realizzato un piccolo film ambientato in un Luna Park di provincia, dove la vita scorre e dove, sulle note di “Sabato”, si intrecciano storie di vita del nostro tempo. Una sorta di “gita” metaforica e surreale attraverso i vizi e i costumi di un “Sabato italiano” arricchito dalla presenza di alcuni ritratti fantasiosi che ne tratteggiano la realtà viva, per quanto possa apparire stereotipata. Il Sabato di Lorenzo è soprattutto un Sabato dove nessuno è mai lasciato definitivamente solo.

Realizzato con la partecipazione di oltre 60 attori e comparse, il video di “Sabato”è stato girato al Luna Park di Novegro, al momento chiuso per lavori e che - nelle quattro nottate della produzione - ha svelato, in un’atmosfera rarefatta e surreale, le giostre nelle quali si sono alternate le varie scene della storia e dove lo stesso Lorenzo ha cantato “Sabato”. Lo troviamo sulla pista di un autoscontro come un Tony Manero postmoderno, al centro di un balletto orientale, che non si sa se sia vero o immaginato. Lo vediamo cantare sul tetto di un camper, omaggio all’amatissima serie televisiva Breaking Bad, mentre nel camper una coppia mette in scena l'amore, la droga più potente che c'è. Lo vediamo di fronte ad una cadillac dorata, l'archetipo di ogni "cuore del sabato sera" del pianeta, poi su una BMX, la bici per fare le acrobazie, come è giusto in un tempo come il nostro, dove il vero sport estremo è vivere.

Con “Sabato” Lorenzo Jovanotti torna a sorprendere e introduce un nuovo ciclo di scrittura che mostra la straordinaria evoluzione di un artista che, più di ogni altro, ha saputo rinnovarsi e crescere e che sembra sempre saper anticipare il sentimento comune di cui si sente il bisogno.

“Sabato” è prodotta con Michele Canova Iorfida, che con Lorenzo lavora dal 2005 e insieme hanno realizzato gli album più importanti dell'ultimo decennio in Italia. Mai uguali, sempre alla ricerca della novità e dell'emozione e sempre sperimentando con il linguaggio.

“Sabato” esce sotto le feste, e non è un caso, perché è un pezzo benaugurante, combattivo, divertente, emozionate e nuovo, soprattutto nuovo.

Dopo il trionfo di Backup Tour, con il quale ha mandato in delirio 500mila ragazzi nel 2013, l’estate 2015 vedrà il ritorno di LORENZO NEGLI STADI con 11 date evento:

20 giugno - Ancona - Stadio del Conero

25 e 26 giugno - Milano - San Siro

30 giugno - Padova - Stadio Euganeo

4 luglio - Firenze - Stadio Artemio Franchi

8 luglio - Bologna - Stadio Dall'Ara

12 luglio - Roma - Stadio Olimpico

18 luglio - Messina – Stadio San Filippo

22 luglio - Pescara – Stadio Adriatico

26 luglio - Napoli – Stadio San Paolo

30 luglio - Bari – Arena della Vittoria

“Un ricordo che vale dieci lire”, i preziosi souvenir della musica italiana di Federico Fiumani

28.11.2014 - categoria:Musica d'autore

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“Sono molto contento del risultato di questa operazione… E comunque, se nel '77 non ci fosse stato il punk avrei provato a fare canzoni come queste, ma siccome c'è stato, vi dovete accontentare di un cantautore punk”; così Federico Fiumani dei Diaframma descrive “Un ricordo che vale dieci lire”, una raccolta di preziosi souvenir della musica italiana, cioè canzoni d’autore che hanno lasciato solchi nel cuore e nella memoria di Federico, come di tutti, contribuendo alla formazione della sua sensibilità poetica.

L’album è prodotto artisticamente insieme ad Alessandro Grazian, il quale ha arrangiato e suonato quasi tutti gli strumenti, dando una veste semplice e delicata alle 11 canzoni scritte da De Gregori, Guccini, Lolli, Endrigo, Tenco, Battisti, Paolo Conte, Bennato, Zenobi, Giuni Russo, Dalla. E allora tutta la dolcezza e l’amarezza di “Lontano lontano” di Luigi Tenco (primo singolo estratto dall’album) oppure la tenerezza e la tristezza de “Lo scapolo” di Paolo Conte prendono nuova vita tra i ricordi e nelle corde - di solito più avvezze al punk - di Federico, che ha selezionato, interpretato e registrato tutti i brani nel San Pedro Studio di Milano di Antonio “Cooper” Cupertino.

TRACKLIST di “Un ricordo che vale 10 lire”:

01. Souvenir (De Gregori)

02. Quando ero soldato (Bardotti-Reverberi)

03. Lontano lontano (Tenco)

04. Donna di fiume (Lolli)

05. Lo scapolo - (P. Conte)

06. ...E penso a te (Battisti-Mogol)

07. Danze (Zenobi)

08. Io che amo solo te (Endrigo)

09. Mai (Russo-Sisini-Malgioglio)

10. Incontro (Guccini)

11. Un giorno credi (Trampetti-Bennato)

“My Type”, il brano che tutti stavamo aspettando

26.11.2014 - categoria:Alternative RockIntervista al Cubo

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Il loro singolo è diventato un vero e proprio tormentone radiofonico. Sonorità anni ’70 e scenografie fortemente intrise di quegli anni rendono “My Type” il brano che stavamo aspettando e che mancava dalle nostre librerie musicali.

Loro sono i Saint Motel, la band di Los Angeles composta da A/J Jackson (cantante), Aaron Sharp (chitarra), Dak (basso) e Greg Erwin (batteria).

Si sono conosciuti in una scuola cinematografica in California e hanno debuttato nel 2009 quando hanno incominciato ad esibirsi nei posti più strani, da una festa in mutande in un magazzino, dal retro di un camion a un party di San Valentino dove gli ospiti erano ricoperti di sangue e vestiti da mummie. Hanno così suonato in tutti gli Stati Uniti fino ad aprire i concerti degli Arctic Monkeys e degli Imagine Dragons .

Li abbiamo incontrati in occasione della loro visita in Italia e gli abbiamo chiesto di parlarci un po’ della loro carriera e del loro rapporto con in Bel Paese. La band ci ha anche regalato la sua playlist, che potete ascoltare qui!

Come descrivereste i Saint Motel?

A/J Jackson: Generalmente, lasciamo che siano le persone a descrivere la nostra musica. Una delle descrizioni che ci piace di più è stata: “Dream Pop, Adventure Music, Garage Glam Indie Prog”. Le scelte sono innumerevoli! Il Guardian di noi ha detto: “Se Jarvis dei Pulp (Jarvis Branson Cocker, cantante dei Pulp, ndr) avesse lasciato Los Angeles per vivere su uno yatch sarebbe stato come i Saint Motel”. Abbiamo pensato che questo era davvero molto figo.

Il singolo My Tipe ha scalato tutte le classifiche mondiali, diventando un vero e proprio tormentone radiofonico, secondo voi qual è il motivo del suo successo?

A/J Jackson: La risposta a questa domanda è molto semplice! Aaron Sharp ha detto “Se la canzone non diventerà un successo mangerò la scarpa". Quindi la minaccia di mangiarsi la sua stessa scarpa l'ha fatto salire di classifica.

Greg Erwin: Abbiamo bisogno spesso di questa "minaccia". Quando scriviamo una canzone e penso che diventerà una hit, dico a me stesso: "Questa canzone diventerà una hit. Se non sarà così mangerò il mio cappello, mangerò la mia scarpa oppure il mio cappello e la mia scarpa!

Dak Lerdamornpong: Dovresti probabilmente ringraziare gli ascoltatori che hanno particolarmente apprezzato la canzone.

A/J Jackson: Grazie alle persone che l'hanno ascoltata e grazie per le scarpe.

Ritornando al Guardian, vi ha definito come “New band of the day”...che effetto fa?

A/J Jackson: Penso che la canzone sia molto carina e quindi credo che ci faccia risultare come "carini". Questo non è il nostro primo album; ci conosciamo da tempo, siamo andati a scuola di cinema assieme ed è stato divertente. È stata una bella crescita e spero che continui. E' stato un periodo molto bello.

Le sonorità così come le scenografie scelte per raccontare My Tipe nel videoclip sono fortemente intrise di atmosfere anni ’70, che cosa rappresenta per voi quel periodo non solo dal punto di vista musicale?

A/J Jackson: In tutti i nostri album ci siamo ispirati a degli immaginari specifici e guardando ad un determinato periodo. Con Voyeur (il loro primo album, ndr) era il 1959 in California, mentre per il nuovo singolo “My Type” ci siamo ispirati al 1973, immaginando una New York affollata di macchine classiche come ad esempio le Cadillac. Tra l'altro, la cover dell'album è una continuazione di quest'ultima. Sembra che il sound non assomigli a nulla in particolare. Questo era quanto avevamo in mente quando abbiamo composto la musica e messo il tutto insieme.

A dimostrazione del fatto che l’Italia ama la vostra musica, il singolo è stato scelto come sigla del programma calcistico tra i più importanti nel palinsesto televisivo italiano, “Quelli che il calcio”... cosa ne pensate di questo parallelo che ha messo sullo stesso piano My Type e lo sport più amato dagli italiani?

A/J Jackson: Che dire, sono onorato dal fatto che noi eravamo i tipi giusti per Nicola! (Nicola Savino, conduttore di Quelli che il calcio, ndr). Non sono riuscito a sentire bene tutto quello che è stato detto, ma alla fine sono davvero onorato di far parte di quello show. Durante il programma c'era la nostra canzone e noi dovevamo suonarla e cantare. È stato quasi surreale... e molto divertente.

A quanto pare anche voi subite il fascino del bel Paese al punto di rilasciare un secondo videoclip di My Type in cui è presente una giovanissima Raffaella Carrà...come è nata questa idea e perché proprio lei?

A/J Jackson: Perchè lei è la miglior partner, intesa come ballerina, nel mondo. Lei è perfetta. Giusto? Noi amiamo Mina, Raffaella e Adriano Celentano e, si, siamo stati molto contenti quando i nostri amici hanno fatto questo video. È riuscito davvero bene. È stato tutto molto casuale, la canzone è riuscita bene due volte. La canzone di Adriano aveva per dipiù la stessa ritmica. Questo è riuscito perfettamente con tutti i batti mani e balli. Quindi tutti è ispirato da li. Noi amiamo la cultura italiana e siamo felici di essere li.

È da poco uscito il vostro EP, ci raccontate il mood che ruota intorno a questo speciale progetto musicale?

A/J Jackson:È stato un EP veramente difficile da mettere insieme. È uscito nel Regno unito, ora in Italia e speriamo in tutto il mondo, paese dopo paese...È veramente bello averne una copia fisica nelle nostre mani perché non ci era ancora successo. E' stato bello aprirlo, poterlo annusare, assaporare. È stato fantastico, toccante.

Quando potremmo vedervi live sul palco?

A/J Jackson: Torneremo a Marzo. Roma, Milano. A Milano il 10 Marzo e ci divertiremo un sacco.

di Laura Adduci