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“My Type”, il brano che tutti stavamo aspettando

26.11.2014 - categoria:Alternative RockIntervista al Cubo

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Il loro singolo è diventato un vero e proprio tormentone radiofonico. Sonorità anni ’70 e scenografie fortemente intrise di quegli anni rendono “My Type” il brano che stavamo aspettando e che mancava dalle nostre librerie musicali.

Loro sono i Saint Motel, la band di Los Angeles composta da A/J Jackson (cantante), Aaron Sharp (chitarra), Dak (basso) e Greg Erwin (batteria).

Si sono conosciuti in una scuola cinematografica in California e hanno debuttato nel 2009 quando hanno incominciato ad esibirsi nei posti più strani, da una festa in mutande in un magazzino, dal retro di un camion a un party di San Valentino dove gli ospiti erano ricoperti di sangue e vestiti da mummie. Hanno così suonato in tutti gli Stati Uniti fino ad aprire i concerti degli Arctic Monkeys e degli Imagine Dragons .

Li abbiamo incontrati in occasione della loro visita in Italia e gli abbiamo chiesto di parlarci un po’ della loro carriera e del loro rapporto con in Bel Paese. La band ci ha anche regalato la sua playlist, che potete ascoltare qui!

Come descrivereste i Saint Motel?

A/J Jackson: Generalmente, lasciamo che siano le persone a descrivere la nostra musica. Una delle descrizioni che ci piace di più è stata: “Dream Pop, Adventure Music, Garage Glam Indie Prog”. Le scelte sono innumerevoli! Il Guardian di noi ha detto: “Se Jarvis dei Pulp (Jarvis Branson Cocker, cantante dei Pulp, ndr) avesse lasciato Los Angeles per vivere su uno yatch sarebbe stato come i Saint Motel”. Abbiamo pensato che questo era davvero molto figo.

Il singolo My Tipe ha scalato tutte le classifiche mondiali, diventando un vero e proprio tormentone radiofonico, secondo voi qual è il motivo del suo successo?

A/J Jackson: La risposta a questa domanda è molto semplice! Aaron Sharp ha detto “Se la canzone non diventerà un successo mangerò la scarpa". Quindi la minaccia di mangiarsi la sua stessa scarpa l'ha fatto salire di classifica.

Greg Erwin: Abbiamo bisogno spesso di questa "minaccia". Quando scriviamo una canzone e penso che diventerà una hit, dico a me stesso: "Questa canzone diventerà una hit. Se non sarà così mangerò il mio cappello, mangerò la mia scarpa oppure il mio cappello e la mia scarpa!

Dak Lerdamornpong: Dovresti probabilmente ringraziare gli ascoltatori che hanno particolarmente apprezzato la canzone.

A/J Jackson: Grazie alle persone che l'hanno ascoltata e grazie per le scarpe.

Ritornando al Guardian, vi ha definito come “New band of the day”...che effetto fa?

A/J Jackson: Penso che la canzone sia molto carina e quindi credo che ci faccia risultare come "carini". Questo non è il nostro primo album; ci conosciamo da tempo, siamo andati a scuola di cinema assieme ed è stato divertente. È stata una bella crescita e spero che continui. E' stato un periodo molto bello.

Le sonorità così come le scenografie scelte per raccontare My Tipe nel videoclip sono fortemente intrise di atmosfere anni ’70, che cosa rappresenta per voi quel periodo non solo dal punto di vista musicale?

A/J Jackson: In tutti i nostri album ci siamo ispirati a degli immaginari specifici e guardando ad un determinato periodo. Con Voyeur (il loro primo album, ndr) era il 1959 in California, mentre per il nuovo singolo “My Type” ci siamo ispirati al 1973, immaginando una New York affollata di macchine classiche come ad esempio le Cadillac. Tra l'altro, la cover dell'album è una continuazione di quest'ultima. Sembra che il sound non assomigli a nulla in particolare. Questo era quanto avevamo in mente quando abbiamo composto la musica e messo il tutto insieme.

A dimostrazione del fatto che l’Italia ama la vostra musica, il singolo è stato scelto come sigla del programma calcistico tra i più importanti nel palinsesto televisivo italiano, “Quelli che il calcio”... cosa ne pensate di questo parallelo che ha messo sullo stesso piano My Type e lo sport più amato dagli italiani?

A/J Jackson: Che dire, sono onorato dal fatto che noi eravamo i tipi giusti per Nicola! (Nicola Savino, conduttore di Quelli che il calcio, ndr). Non sono riuscito a sentire bene tutto quello che è stato detto, ma alla fine sono davvero onorato di far parte di quello show. Durante il programma c'era la nostra canzone e noi dovevamo suonarla e cantare. È stato quasi surreale... e molto divertente.

A quanto pare anche voi subite il fascino del bel Paese al punto di rilasciare un secondo videoclip di My Type in cui è presente una giovanissima Raffaella Carrà...come è nata questa idea e perché proprio lei?

A/J Jackson: Perchè lei è la miglior partner, intesa come ballerina, nel mondo. Lei è perfetta. Giusto? Noi amiamo Mina, Raffaella e Adriano Celentano e, si, siamo stati molto contenti quando i nostri amici hanno fatto questo video. È riuscito davvero bene. È stato tutto molto casuale, la canzone è riuscita bene due volte. La canzone di Adriano aveva per dipiù la stessa ritmica. Questo è riuscito perfettamente con tutti i batti mani e balli. Quindi tutti è ispirato da li. Noi amiamo la cultura italiana e siamo felici di essere li.

È da poco uscito il vostro EP, ci raccontate il mood che ruota intorno a questo speciale progetto musicale?

A/J Jackson:È stato un EP veramente difficile da mettere insieme. È uscito nel Regno unito, ora in Italia e speriamo in tutto il mondo, paese dopo paese...È veramente bello averne una copia fisica nelle nostre mani perché non ci era ancora successo. E' stato bello aprirlo, poterlo annusare, assaporare. È stato fantastico, toccante.

Quando potremmo vedervi live sul palco?

A/J Jackson: Torneremo a Marzo. Roma, Milano. A Milano il 10 Marzo e ci divertiremo un sacco.

di Laura Adduci

Fabi Silvestri Gazzè al Palalottomatica: la sfida, il gioco, la poesia ed il sapore intenso della prima volta!

20.11.2014 - categoria:Musica d'autoreLIve

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Un’amicizia rimodellata e rafforzata nel corso degli anni.

Quello che più colpisce nel vedere questo favoloso trio insieme è la necessità di voler descrivere in poche battute le emozioni che si provano, quelle che scorrono tra sensi e labbra e rimangono impigliate proprio lì, sulla punta della lingua…e di riuscire a descriverlo proprio non se ne parla.

Se si dovesse tentare di descriverlo con un’immagine poetica sarebbe “Il cielo in una stanza” (che il grande Paoli scrisse e cantò egregiamente)…come si potrebbe descrivere o definire il cielo in una stanza? Impossibile. Viverlo sì!

E loro: Niccolò, Max e Daniele lo hanno fatto facendo leva sulle palpitanti emozioni della prima volta: quella di vederli insieme in un palazzetto a coronamento di un unico progetto musicale insieme. Hanno iniziato, da lontano, poco meno di un anno fa a darci qualche pillola in video di quello che sarebbe stato e, pezzo dopo pezzo, il puzzle si è composto.

Curiosità, aspettativa, un goal pazzesco preannunciato sul nascere.

A luci spente, nel silenzio, tra occhi colmi di meraviglia si staglia sul palco un cubo bianco: il cubo li racchiude e li svela: chitarre imbracciata di una semplicità disarmante. Minimal, ma non per questo meno di impatto e fascinoso: solo loro tre di tanto in tanto accompagnati da un lenzuolo bianco e dai musicisti che hanno impreziosito la scelte stilistiche e musicali che il live ha regalato.

Si inizia con un sussurrato “io non suonerò mai così” il riff di “Alzo le mani” brano che fa da apri pista verso un live intenso ed energico.

Fabi Silvestri Gazzè sul palco del Palalottomatica a Roma (PalaEur così come ama nostalgicamente ricordare Fabi) si sono mostrati per quello che erano e sono: tre artisti con un passato, un esordio in comune, tre vite professionali che si sono divise per poi ricongiungersi.

Galeotto è stato un viaggio in Sud Sudan insieme a medici con l'Africa CUAMM che ricordano con trasporto e convinzione con “Life is Sweet”: la canzone-manifesto de “Il Padrone della Festa”. Ma se è vero che è un live corale, perché incentrato su loro tre insieme, è anche vero che ognuno si è ritagliato un proprio spazio in cui si mostra in maniera individuale.

Hanno raccontato le loro storie in musica, grandi successi e quelli raccolti nel corso di questi pochi mesi insieme: si parte dai ricordi di giovincelli insieme (era il 1997/1998), foto, video che ripercorrono la nostalgica rimembranza consolidata nel tempo: una storia collettiva quanto intima e personale. La partecipazione è vivida, enfatizzata sulle note di "L'amore non esiste"un inno all’amore, quello più vero, quello che due persone vivono e basta, il tutto racchiuso in quell’ esistiamo io e te.

Un concerto di oltre due ore e mezza con un pubblico unico. Si sono ancora una volta svelati nel pieno rispetto reciproco e nella piena comunione di intenti mai smentiti, ma alimentati.

Cantano la libertà e l’incoscienza, complici del pensiero di poter fare serenamente ciò che a loro pare. E questo è quello che hanno cantato.

Si ritorna per l’ultimo pezzo, proprio il brano che dà il titolo all’album e lo chiude: “Il Padrone della festa” completa e svela: perché il sasso si cui poggia il nostro culo è il Padrone della Festa.

I Padroni di tutto questa fantastica macchina organizzativa sono stati proprio loro: un nucleo unico di amicizia e ricordi indelebili: tre amici romani che amano far musica…bella musica!

di Paola Maria Tarasco

KASABIAN: 48:13 Deluxe Edition per celebrare dieci anni di carriera

31.10.2014 - categoria:Alternative RockElettronica

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Per celebrare i dieci anni di carriera ed il grande successo del loro album “48:13” i KASABIAN, gruppo formato da Sergio Pizzorno, Tom Meighan, Chris Edwards e Ian Matthews, pubblicano una versione deluxe del loro ultimo disco, in uscita il 17 novembre 2014.

L’album conterrà, oltre ai 13 brani inseriti in “48:13”, due bonus track intitolate “Beanz” e “Gelfling” e sarà arricchito da un imperdibile DVD della durata di oltre 90 minuti che documenta l’incredibile concerto che i Kasabian hanno tenuto a Leicester, città che ha dato i natali a Sergio, Tom e Chris. Un’esibizione esaltante che ha mandato in delirio 60 mila persone.

“48:13” è un lavoro che conferma la strenua volontà della band di portare avanti un progetto di evoluzione e sperimentazione musicale che si è sviluppato già attraverso i 4 album precedenti.

Il nuovo singolo in radio per l’Italia è “Bow”, brano che riprende la tradizione delle meravigliose ballate dei Kasabian. Interpretato daSergio Pizzorno “Bow” è dedicato al pubblico italiano ed è accompagnato da un videoclip esclusivo. E’ questa una vera e propria “dichiarazione d’amore” che la band di Leicester ha voluto fare all’Italia, ulteriore dimostrazione del legame che da sempre esiste tra il gruppo ed il nostro Paese. Regista del video è l’artista e designer Aitor Throup, che ricopre in quest’album il ruolo di direttore creativo.

Assolutamente da non perdere perciò i due prossimi concerti in Italia: il 31 ottobre a Roma al Palaottomatica ed il 1° novembre a Milano al Forum.

48:13 deluxe edition album Tracklisting:

1. (shiva)

2. bumblebeee

3. stevie

4. (mortis)

5. doomsday

6. treat

7. glass

8. explodes

9. (levitation)

10. clouds

11. eez-eh

12. bow

13. S.P.S.

14. Beanz

15. Gelfling

DVD

concerto a Leicester al Victoria Park